A differenza di quanto si potrebbe credere, la ragione principale per cui i triatleti indossano una muta non è per proteggersi dal freddo, ma per aumentare la propria galleggiabilità.

Sebbene la protezione termica rappresenti un ulteriore vantaggio, il neoprene con cui sono realizzate le mute da triathlon è stato progettato soprattutto per aumentare la galleggiabilità permettendo di tagliare i tempi fino a 15 secondi sulla distanza di 100 metri. In particolare le mute da triathlon hanno uno spessore differenziato, maggiore sulle gambe, in modo da fornire un assetto più idrodinamico e far si che le gambe vi seguano ‘in scia’ mentre nuotate.

Altre caratteristiche che differenziano le mute da triathlon da altre mute, quali ad esempio quelle da sub o da snorkeling, sono il tipo di neoprene, che nelle mute da triathlon è molto più morbido, il tipo di taglio, adatto ai movimenti, la facilità di svestizione, fondamentale per risparmiare tempo durante il T1, ossia il passaggio da nuoto a bici.

La muta non è indispensabile per molte gare, specie in estate o in acque calde, ma è comunque estremamente utile per garantire performance superiori e per assicurare un comfort elevato durante il nuoto. Quando però la temperatura dell'acqua è più bassa, gli organizzatori di un evento possono decidere di rendere la muta obbligatoria e non ammettere alla competizione atleti che ne siano sprovvisti.

In pratica se il giudice di gara decide che la multa è facoltativa tutti gli atleti tendono ad usarla anche quando la temperatura dell'acqua è confortevole per ridurre i tempi e diminuire la fatica nella frazione di nuoto.